La faggeta
| mappa | profilo altimetrico | tracce e waypoint GPS |
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| Lunghezza totale | Km. 5,4 | |
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| Dislivello totale | mt.42 | |
| Tempi di percorrenza | 2h 00' | 5h 00' |
| Difficoltà | bassa | |
Questo percorso prende il nome dallo stupendo bosco di faggio lungo il quale dolcemente si snoda. Partendo dal Primo Rifugio ci si immerge immediatamente in un'atmosfera caratterizzata dall'ombra degli alberi alternata agli squarci di luce che a fatica riescono a penetrare il fitto delle chiome. I 5.5 km di lunghezza ed i 125 m. di dislivello totale ne fanno il percorso più breve e più facile (difficoltà "bassa") ma non per questo il meno suggestivo. Il visitatore, infatti, oltre a godere della bellezza del bosco avrà la possibilità di rilassarsi presso l'area di sosta attrezzate realizzata nei pressi della "Madonna del Camicione". Date le sue caratteristiche, questo percorso è particolarmente adatto ai principianti ed ai più piccoli e si presta ad essere effettuato sia in andata che in ritorno.
Primo Rifugio
Per decenni il monte Amiata è stato per molti sciatori della Toscana, dell'Umbria e del Lazio il luogo dove imparare a sciare. Al Primo Rifugio (prima località che si incontra salendo verso la vetta dal versante di Abbadia San Salvatore) si trovano infatti i primi campi scuola e l'inizio degli impianti di risalita per la vetta, luogo da cui si diramano le piste per la discesa. Sempre da qui, snodandosi per chilometri all'interno della suggestiva faggeta, si dipartono numerose piste adibite allo sci di fondo. Attrezzato come area di sosta e disponendo di un ampio parcheggio, il Primo Rifugio è sicuramente uno dei luoghi più frequentati dai turisti durante il periodo estivo. La creazione di percorsi idonei al trekking ed alla mountain bike ne aumentano ulteriormente l'interesse. Passeggiando nelle faggete dell'Amiata si possono incontrare formazioni rocciose che associate a questi boschi incantano il visitatore per il loro spettacolo unico.
Il faggio
Sul monte Amiata il faggio si inizia a trovare da circa 1000 m. fino alla vetta a quota 1738 m.
È una pianta che predilige il clima freddo, con elevata umidità e temperature costanti senza eccessive escursioni termiche. È un albero d'alto fusto (può arrivare sino a 30/40 metri) con tronco liscio e lunghi rami che formano una chioma ampia e densa molto ombrosa Una sua caratteristica è la soppressione delle altre specie formando così boschi puri (senza sottobosco) creando linee di demarcazione nette con altre specie. È per questo motivo che passeggiare nella faggeta è particolarmente piacevole avendo la sensazione che il bosco venga curato e tenuto pulito. Fanno eccezione l'abete, il tasso e l'agrifoglio che in questo particolare microclima riescono a volte a crescere insieme al faggio. Il legno si lavora molto bene e per questo viene impiegato nella costruzione di mobili; è anche un ottimo combustibile sia come legna da ardere che per la produzione di carbone (da qui la presenza di numerose carbonaie). Il suo frutto produce un seme la "faggiola" che è alimento per cinghiali, scoiattoli, ghiandaie e altri animali del bosco.
La Madonna del Camicione
Una leggenda narra che Camicione (venditore di camicie proveniente da Abbadia San Salvatore), salendo sull'Amiata per far ritorno al paese, a forza di bestemmie perché era sopraggiunta la notte e non vedeva più la strada, fece apparire il diavolo. Terrorizzato da questa apparizione, iniziò a pregare la Madonna che lo salvasse. La Madonna delle Grazie apparve in suo aiuto e da allora, nel luogo dell'apparizione, venne costruita l'edicola che prende il nome della "Madonna del Camicione". Parte del bosco circostante ospita inoltre un'area di sosta attrezzata con panchine, tavoli e grandi bracieri addossati ad un enorme masso vulcanico.




2h 00'
5h 00'