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La via dei ruderi


percorso 1 - La via dei ruderi Luogo di culto Rudere Rudere Rudere Rudere Rudere Area di sosta Area di sosta Rudere Area museale Area museale Area museale Area museale
Lunghezza totale Km. 15,8
Dislivello totale mt. 373
Tempi di percorrenza in bici 2h 00'a piedi 5h 00'
Difficoltà media

Il percorso "La via dei ruderi" prende il nome dai vari poderi (per lo più deruti) che si incontrano lungo il tracciato. Molto importanti in passato per la cura ed il mantenimento del bosco, sono oggi adibiti ad aree attrezzate per permettere un momento di riposo e di sosta durante le attività di trekking e mountain bike. Il percorso, che si snoda lungo un tracciato di "media" difficoltà attraversando principalmente boschi di castagno e piccole abetaie, prende avvio presso il Museo minerario, importante testimonianza di un passato legato all'attività estrattiva di una delle più importanti miniere di mercurio del mondo. Lungo il percorso, infatti, si possono osservare gli imponenti manufatti e alcune delle numerose strutture architettoniche che componevano il complesso minerario. Altri elementi d'interesse sono costituiti dalla presenza di elementi votivi/religiosi come "La Crocetta" o da testimonianze di antichi insediamenti come quello che si ritrova presso il così detto "Castello della Pertica". Il tracciato, che ha uno sviluppo complessivo pari a 15.8 km. e supera un dislivello totale di circa 475 m., si conclude tornando nuovamente al Museo minerario.

Podere cipriana

Il Museo Minerario
Il museo, allestito nell'edificio detto "Torre dell'Orologio" è nato per conservare la memoria e far conoscere la storia e la cultura del monte Amiata legata all'attività mineraria. Esso è suddiviso in sezioni espositive che illustrano i sistemi di escavazione del minerale ed estrazione del metallo, le fasi di lavoro, la vita quotidiana dei minatori e la diversa concezione del mercurio nel tempo: da prodotto alchemico a risorsa strategica mondiale. All'interno del museo si trova "La galleria Livello VlI" che costituisce il primo percorso sotterraneo. Nella galleria, rivestita in legno, sono ricostruiti vari ambienti corredati di utensili, macchinari, manichini che riproducono alcune fasi di lavoro e i fronti di escavazione con i terreni contenenti il cinabro. Sono riprodotte le fasi di lavoro, in epoche ed ambienti diversi. È inoltre visibile il movimento delle gabbie e all'esterno la casetta di comando dell'argano e il castello in ferro che riproduce il Pozzo Mafalda.

Area di sosta lungo il percorso


Miniera
Dal 1846 con l'inizio dell'attività mineraria sul Monte Amiata si consuma l'unica e vera esperienza industriale dell'epoca moderna, che ha coinvolto per 130 anni tutti i comuni della montagna, facendo uscire la zona da una profonda crisi socio economica. Infatti il monte Amiata era fino ad allora una delle zone più povere della Toscana che traeva sussistenza da una limitata agricoltura e spesso obbligava gli abitanti ad emigrare. Gli operai all'interno della miniera svolgevano le mansioni di armatori, minatori, vagonisti e manovratori. Inizialmente i turni di lavoro erano di 12 ore per passare, dal 1901, a 8 ore. All'interno delle gallerie veniva estratto il cinabro, minerale di colore rosso vivo composto principalmente da solfuro di mercurio. Dopo l'estrazione, attraverso varie fasi di lavorazione, da questo minerale veniva ricavato il mercurio.

I ruderi
Il podere della Cipriana e di Sant'Antonio come gli altri fabbricati che si incontrano lungo il percorso hanno rappresentato nella prima metà del secolo un importante presidio per la custodia dei boschi di castagno di proprietà mercurifera, necessari per l'attività mineraria. Le attività agricole erano rappresentate dallo sfruttamento in forma mezzadrile delle aree circostanti, oggi rimboschite, dove veniva coltivata la segale, la patata e praticato l'allevamento degli animali da cortile. Per questo la Cipriana, ha rappresentato una importante realtà e ancor oggi l'occasione per una lettura della storia mineraria dell'Amiata. Sia il podere Cipriana che il podere Pozzaroni sono organizzati con piacevoli aree di sosta attrezzate con panchine, tavoli e bracieri.

Il vulcano
Il Monte Amiata è il primo vulcano che si incontra scendendo la penisola italiana da nord verso sud. La forma attuale della montagna è il risultato dell'attività vulcanica iniziata nel Quaternario (nel Pleistocene, circa un milione e mezzo di anni fa) per concludersi circa 290.000/180.000 anni fa. È grazie al vulcano che il sottosuolo nasconde tesori preziosi da sempre sfruttati dall'uomo: il cinabro per la produzione del mercurio, i vapori sulfurei per la geotermia e le benefiche acque termali presenti in molte località amiatine.